venerdì 27 marzo 2009

Ritorna il Festival Internazionale di Giornalismo a Perugia



Il malcontento è il primo passo verso il progresso, diceva Wilde.

Eppure di questi tempi, in cui di malcontento ne abbiamo da vendere, sembra che tutti siamo bravi solo a lamentarci di questo e di quello, di come vanno le cose, di Tizio, di Caio e di Sempronio che sbagliano o che, peggio, non osano. Qualcosa, nel grande meccanismo del fare reportage, sembra essersi inceppato da tempo e per una strana degenerazione di ciò che esso dovrebbe essere, i professionisti che dovrebbero sfilare la corona ai potenti la spolverano per darle più brillantezza. E così si vedono sfilare la propria dalla testa, da chi sta a casa ad aspettare le loro notizie e non ha più fiducia.

Il giornalismo come quarto potere e strumento di democrazia e giustizia sembra un affare d’altri tempi e di altri luoghi, un’anacronistica utopia in cui nessuno crede più così sul serio. Dalle gaffes dei telegiornalisti alla "morte della carta stampata", dal partitismo al familismo, dalle bufale sul web alla presunzione di blogger, tuttologi ed opinionisti d’assalto, il livello dell’informazione appare congelato, invariato, immobile nei metodi e nella struttura, marcio alle fondamenta, sterile. Uno spettacolo da baraccone in fallimento, un ritrovo di avvoltoi ed altri uccelli del malaugurio, questo sembra il giornalismo "ufficiale" oggi.



Ma, detto tra noi, questo aspetto disastroso è solo di facciata. Non credete a chi vi dice che il giornalismo è morto, che non c’è via di scampo all’ignoranza dilagante e no, non ci credete che i bravi giornalisti son tutti passati a miglior vita. Perché c’è un popolo di donne e di uomini, sotto al velo di mediocrità generale, che ancora crede e lavora sodo. Sono i missionari della parola, curiosi, appassionati e colti, rispettosi e leali nel loro lavoro, disposti a sacrificare anche la propria vita per raccontare le verità del mondo.

Alcuni di loro hanno accettato di essere a Perugia, in primavera. Da un capo all’altro del mondo hanno messo la loro firma sul sogno di Arianna e di ogni altra persona dallo spirito libero che ha avuto la voglia di cambiare e di fare il primo passo verso quel progresso di cui parlava Wilde. Il sogno di tutti coloro che hanno smesso di maledire l’oscurità e hanno acceso una candela, seppure piccola, per illuminare la notte che incombe.

Ma il Festival del Giornalismo è anche una scommessa. La scommessa dei grandi che puntano sui piccoli, tra concorsi, uffici stampa, web e nuovi media. Con una "effe di fiducia" ed una "gi di giovani", blu come il suo nobile scopo, il logo del festival dà a tutti noi un senso di forza in più. Un senso di condivisione e di creatività che, insieme, fanno la comunicazione.

lunedì 16 marzo 2009

L'Irlanda in lungo e in largo: la tenacia ed il progresso nell'isola delle fate e dei folletti

testo e foto di Valeria Gentile


L'Irlanda è un'isola bizzarra.

Quassù, ai confini del mondo, il cielo è imprevedibile ma mai scontroso, il vento insistente ma mai scorbutico. Nel giro di un'ora puoi sperimentare tutte le alternative conosciute dalla meterologia. La gente non usa l'ombrello quando piove eppure i cavalli, nelle immense campagne verde e arancio, indossano degli eleganti impermeabili. E' un luogo fatto di contraddizione e armonia, in cui gli stranieri sono more Irish than Irish ("più irlandesi degli Irlandesi"), i centri commerciali sono più storici dei castelli, le librerie sono più affollate delle chiese e le notti sono più luminose delle giornate, tra pub e concerti.



Percorrendola da est ad ovest ciò che ho visto è stata una terra fresca e ricca d'acqua, un'isola aperta ed ottimista abitata da un popolo solare e laborioso, fatto di centinaia di migliaia di "New Irish" da tutti i continenti, di tutti i colori, accenti e sogni nel cassetto. Un Paese che ha fatto delle sue inusuali peculiarità il suo punto forte, il nucleo della sua identità. E come ogni grande isola che custodisce con tenacia e testardaggine le proprie radici, riflette molto su se stessa e sul concetto di Irishness, su cosa significhi oggi essere Irlandesi.

Non significa identificarsi con il vecchio leipreachán (letteralmente "spiritello"), il folletto tipico della tradizione, con l'abito verde e i capelli arancioni; non significa credere nel potere magico del trifoglio che porta fortuna a chi lo raccoglie, né suonare l'arpa celtica come passatempo preferito. Significa preoccuparsi per il vicino e sorridere ad uno sconosciuto per la strada; temere per la sorte di un fairy tree, di un "albero fatato", e non abbatterlo per accorciare un tratto di strada; significa avere un profondo rispetto per la natura e trarne ricchezza attraverso il turismo culturale che la valorizza anzichè minacciarla, come dimostra l'eccellenza del Visitor Centre delle Cliffs of Moher o la bellezza selvaggia dei parchi di Connemara e della valle di Lough Nafooey.



Significa scommettere sul futuro, collaborare, ma sopratutto informarsi e formarsi. L'istruzione in Irlanda è un circolo virtuoso nazionale, una rete prestigiosa di cultura aperta a tutti e dall'aspetto invitante. Basta fare un giro dentro la Dublin City University: una città nella città, abitata e vissuta - non solo frequentata - da oltre sei mila studenti e 700 ricercatori. Qui, il sogno di un'istruzione di alta qualità è reso reale già solo stando all'architettura innovativa di aule e biblioteche, che fa tirare un sospiro di sollievo appena ci si entra.

Come si respira aria di apertura, tolleranza ed integrazione tra le culture non appena si esce di casa. E' l'Irish mix, che si traduce con le oltre 200 lingue parlate regolarmente e gli oltre 370 mila stranieri perfettamente integrati nella società irlandese, su un totale di circa 4 milioni e mezzo di abitanti.
Ma chi sono questi "nuovi irlandesi"? I dati ci dicono che più del 60% di chi si è stabilito nell'Eire negli ultimi anni è single e sui vent'anni. Una vera e propria società dei giovani, di cui si respira la freschezza nei pub, per la strada, negli uffici e nei negozi. Ed è proprio grazie a quest'apertura allo straniero giovane e volenteroso - che diventa amico, prima ancora che collega - che l'Irlanda ha raggiunto un certo livello di benessere economico. Una ricchezza che viene reinvestita costantemente ma che viene immediatamente rimpiazzata dalle centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo rapiti dal verde speranza di quest'isola.

Proprio come succede, secondo la leggenda, nella borsa che i leprechaun portano a tracolla, in cui c'è sempre uno scellino che ricompare subito dopo essere stato speso.

L'Irlanda è un'isola bizzarra. E speciale.



martedì 10 marzo 2009

Vanguard is back: il giornalismo d'inchiesta è tornato




Faccio una segnalazione per l'inizio della nuova stagione di Vanguard dedicata alle inchieste internazionali e italiane. Vanguard, la serie di Current tv che incarna un nuovo modo di fare giornalismo che stravolge con successo la metodologia classica dell’inchiesta, ha un team composto da giovani, intelligenti ed intrepidi reporter di ogni nazionalità che, partendo dall’headquarter di Los Angeles, di missione in missione indagano sulle più importanti questioni del nostro tempo.

I Vanguard Journalist non si limitano a raccontare le storie, le vivono.

L'appuntamento di stasera è alle 23 sul canale 130 di SKY, per il reportage "La guerra segreta all'Iran" di Mariana Van Zeller:
Tra le montagne al confine fra l'Iraq e l'Iran è in atto una vera e propria guerra: gruppi di opposizioni finanziati dagli USA e guerriglieri Curdi si scontrano con militari e spie della Repubblica Islamica.
E' l'inizio della
prossima Guerra?


Domani alle 23, invece, andrà in onda il reportage di Stefano Sotgia "Istruzioni per sbattezzarsi".
In Italia la maggior parte dei neonati viene battezzata e iniziata alla religione cristiana. Da alcuni anni molti adulti hanno cominciato a richiedere l'annullamento del battesimo.

L'appuntamento è per domani 11 Marzo alle 23 sul canale 130 di SKY.



Ecco come la pensiamo. Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo conoscerlo.
Senza censure.

Date un'occhiata anche al programma del canale e leggete il blog