Dal cassetto di una diciottenne: Lettera a Tiziano Terzani
[Una piccola lettera al grande reporter Tiziano Terzani. Scritta durante i miei 18 anni, un anno prima della sua morte.]
E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità, diceva qualcuno.
Io sono disposta. Lo giuro. Sono pronta a mettermi al servizio del mondo, voglio accendere una candela, la mia piccola candela nell'ignoranza globalizzata che ormai si respira nell'aria. La respiro anche io, e mi disgusta. Detesto la mia condizione da adolescente inerme, da ignorante mente denutrita dai tempi frenetici, da ipocrita candela spenta a guardare la notte che incombe.
No, non è poesia, è questa cappa opprimente, quest'insoddisfazione tormentosa, questo senso di colpa e di impotenza nello stesso tempo.
E dove sta scritto che la soluzione per riempire il vuoto culturale e interiore siano shopping e guadagno?
Che condizione misera spetterebbe all'uomo, se non esistesse la scrittura. Se non esistesse la curiosità, la ricerca, la conoscenza, né la passione per condividerla!
Ci vogliono missionari, sì, ci vuole la vocazione, e rispetto per il lettore. Ma la conoscenza? Noi giovani siamo così ignoranti, e le università - soprattutto i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione - appaiono così futili e sembrano non assicurare affatto un buon livello di cultura generale…
Cosa voglio fare da grande? Non voglio usare quella nobile parola troppo pronunciata e da troppi storpiata, so solo che odio la matematica, che non ho le gambe abbastanza belle per fare l'hostess di volo, e che non sono brava a spolverare.
Ma mi piacciono le candele.

E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità, diceva qualcuno.
Io sono disposta. Lo giuro. Sono pronta a mettermi al servizio del mondo, voglio accendere una candela, la mia piccola candela nell'ignoranza globalizzata che ormai si respira nell'aria. La respiro anche io, e mi disgusta. Detesto la mia condizione da adolescente inerme, da ignorante mente denutrita dai tempi frenetici, da ipocrita candela spenta a guardare la notte che incombe.
No, non è poesia, è questa cappa opprimente, quest'insoddisfazione tormentosa, questo senso di colpa e di impotenza nello stesso tempo.
E dove sta scritto che la soluzione per riempire il vuoto culturale e interiore siano shopping e guadagno?
Che condizione misera spetterebbe all'uomo, se non esistesse la scrittura. Se non esistesse la curiosità, la ricerca, la conoscenza, né la passione per condividerla!
Ci vogliono missionari, sì, ci vuole la vocazione, e rispetto per il lettore. Ma la conoscenza? Noi giovani siamo così ignoranti, e le università - soprattutto i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione - appaiono così futili e sembrano non assicurare affatto un buon livello di cultura generale…
Cosa voglio fare da grande? Non voglio usare quella nobile parola troppo pronunciata e da troppi storpiata, so solo che odio la matematica, che non ho le gambe abbastanza belle per fare l'hostess di volo, e che non sono brava a spolverare.
Ma mi piacciono le candele.

foto e testo di Valeria Gentile
[passione]















1 commenti:
Faccio parte di un movimento politico che ritiene che una delle chiavi della nostra liberà politica sia l'accesso alle informazioni.
(Vedi la nostra pagina su http://lavoristi.ning.com e il nostro manifesto su http://lavoristi.ning.com/page/manifesto-lavorista )
Noi vorremmo essere informati di quando persone con la mente libera pubblicano i loro articoli in modo tale da poter andare sul loro sito e leggerli.
A questo scopo, abbiamo pensato di mettere su un meta-blog (che pensiamo di chiamare Officina Lavorista) nel quale gli articoli verranno introdotti da qualche riga di presentazione ed un link al blog dove sono pubblicati.
La parte tecnica è a posto, stiamo raccogliendo un po' di Blogger per avere i contenuti.
Speriamo che tu vorrai segnalare i tuoi articoli.
In caso affermativo, contattaci all'indirizzo lavoristi[chiocciola]gmail[punto]com
Un saluto ed un "in bocca al lupo” per tutto.
Guido Mastrobuono
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