venerdì 9 maggio 2008

Per un citizen journalism libero: la possibile svolta del videoreportage



Ieri sono stata a Roma all'incontro con Al Gore per il lancio della versione italiana di Current tv, di cui è fondatore insieme a Marc Goldman. Inizialmente ero un po' scettica su un ex vicepresidente degli Stati Uniti che viene a parlarci di libertà di informazione e democrazia, quando il governo che ha appoggiato ha decisamente un'idea discutibile sul significato di queste due parole. Inoltre qualcuno mi deve spiegare con quale criterio gli è stato conferito il Premio Nobel per la pace, accanto a personaggi straordinari che lo hanno ricevuto, come Rigoberta Menchù. Nonostante questi due "pregiudizi", chiamiamoli pure così, sembra che Al Gore ed il team di Current abbiano seriamente offerto all'Italia un'occasione più unica che rara: una televisione fatta dagli utenti per gli utenti, anzichè da poche élite per la massa. C'è già YouTube, voi direte. E' qui l'errore. Innanzitutto Current tv andrà in onda su Sky. E al contrario dell'enorme bazar pieno di scenette demenziali - in cui i video che valgono inevitabilmente si perdono - si tratta di un palinsesto organizzato in modo davvero stimolante, in cui solo filmati e reportage di qualità vengono trasmessi.

E' ovvio che "noi di Altri Occhi" (pluralis maiestatis) ci siamo interessati all'evento dal punto di vista dei reportage, a cui - almeno nella versione anglofona - viene dato molto spazio. Voglio farvi un esempio concreto, per farvi capire dove sta la vera novità. Durante l'incontro è stato mostrato un piccolo video - un pod, come vengono chiamati i filmati da 2 a 8 minuti trasmessi su Current - sul fenomeno dei naziskin in Russia. A parte il tema, già di per sè assolutamente originale e sconosciuto, oltre che molto interessante, mi sono soffermata sul metodo. I reporter sono per la maggior parte giovani creativi dai 18 ai 35 anni - ma non c'è limite di età - che hanno buone capacità di ripresa e motaggio video, e focalizzano le energie sui pochi minuti a disposizione. Ma quello che voglio dire è che sono persone comuni, studenti, lavoratori e comunicatori che non sono per forza dei professionisti del mestiere, con accrediti, raccomandazioni o tesserini vari. Sono persone. Che credono nella libertà di informazione tanto da diventare loro stessi "generatori di contenuti". Le riprese sono estremamente personali, soggettive, incentrate sull'emozione, l'espressione. Non sono manichini in piedi con un microfono a dire parole in sequenza. Sono reporter sul campo che scovano fatti socialmente, politicamente o economicamente rilevanti e li condividono col resto del mondo sul web. Sky Italia dedica loro un canale, ma è anche vero che la versione italiana deve essere all'altezza dell'utopia iniziale. E' bello non smettere di sognare, ma se gli utenti di Current tv Italia utilizzeranno questo strumento come utilizzano YouTube, siamo in alto mare. Speriamo in Tessarolo.


Il sito di Current tv
Il sito di Current tv Italia
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