Odore di ebano e vita
Grazie al consiglio del bravissimo fotografo fiorentino Giovanni Presutti sto leggendo Ebano, uno dei meravigliosi libri-reportage di Ryszard Kapuscinski.
Intrepido reporter e scrittore eccezionale, il giornalista polacco racconta pezzi
di Africa con uno stile narrativo profondo ed estremamente espressivo, tanto che sembra di vedere i luoghi, sentire gli odori, ascoltare le voci. E' un libro che, come annuncia lo stesso Kapuscinski, non parla dell'Africa, perchè l'Africa non esiste: è un oceano, un pianeta a sè stante, fatto di realtà diverse, di persone incontrate, di storie vissute.
Vissute da lui, in prima persona, con cuore ed altri occhi, ma soprattutto narrate dal punto minimo della clessidra: la vita della gente da cui la storia di un luogo non è scindibile.
[...] Ma l'odore dei tropici ha qualcosa di diverso e di cui subito cogliamo la graveolenza, la corposità vischiosa. Un odore che ci avverte che ci troviamo nel punto della terra dove una biologia esuberante e instancabile lavora, produce, prolifera e fiorisce e senza sosta si ammala, si decompone, si tarla e marcisce. E' un odore di corpi surriscaldati e di pesce essiccato, di carne andata a male e di cassava tostata, di fiori freschi e di alghe fermentate: di cose al tempo stesso gradevoli e ripugnanti, attraenti e disgustose. [...]
Intrepido reporter e scrittore eccezionale, il giornalista polacco racconta pezzi
di Africa con uno stile narrativo profondo ed estremamente espressivo, tanto che sembra di vedere i luoghi, sentire gli odori, ascoltare le voci. E' un libro che, come annuncia lo stesso Kapuscinski, non parla dell'Africa, perchè l'Africa non esiste: è un oceano, un pianeta a sè stante, fatto di realtà diverse, di persone incontrate, di storie vissute.Vissute da lui, in prima persona, con cuore ed altri occhi, ma soprattutto narrate dal punto minimo della clessidra: la vita della gente da cui la storia di un luogo non è scindibile.
[...] Ma l'odore dei tropici ha qualcosa di diverso e di cui subito cogliamo la graveolenza, la corposità vischiosa. Un odore che ci avverte che ci troviamo nel punto della terra dove una biologia esuberante e instancabile lavora, produce, prolifera e fiorisce e senza sosta si ammala, si decompone, si tarla e marcisce. E' un odore di corpi surriscaldati e di pesce essiccato, di carne andata a male e di cassava tostata, di fiori freschi e di alghe fermentate: di cose al tempo stesso gradevoli e ripugnanti, attraenti e disgustose. [...]
fotografia di Giovanni Presutti















3 commenti:
E' una foto veramente bellissima...
brava, valeria ottimo post!
e grazie a lasignorinag per il giudizio sulla foto.
gio
@la signorinag: questa fotografia non ha neanche bisogno di commenti... lascia senza fiato! :)
@gio: grazie per il giudizio sul post ma soprattutto.. per avermi "prestato" una fotografia così bella!
Posta un commento